Omnia ad Unum

Origina dal concetto di rizoma e da quello dell’Hortus Conclusus, la disamina di Marina Faggioli che su carta e tessuto imprime la sua esperienza naturalistica. Per una evoluzione anarchica ma non del tutto incontrollata, che è anche metafora dell’esistenza umana. Dal microcosmo al macrocosmo, fino al 7 luglio. Allo Spazio (In)visibile di Cagliari.


Giardino segreto e fantastico, luogo senza tempo nonché universo simbolico che confonde e mescola realtà e finzione. Questo il punto di partenza di Marina Faggioli, ovvero l’Hortus Conclusus, simbolo di perenne produzione isolato dal mondo esterno. Esperienza naturalistica che crea un intreccio narrativo come metafora dell’esistenza.

Collage cartacei tridimensionali dove mappe borgesiane – nel tentativo impossibile di ritornare all’ordine dopo il caos – geografiche, stellari e planetarie si amalgamano a ritagli di flora e fauna lussureggianti per dar luogo a cosmografie come descrizione del mondo, come osservazione e indagine quasi ossessiva della natura e dei suoi processi naturali. Lo stile ricercato, ma non naturalistico, confluisce in una sorta di decorativismo per divenire luogo ideale di meditazione in perenne evoluzione e mutamento. Ben riflettendosi nel concetto di rizoma dell’installazione in crochet, metafora di comunicazione e sovversione in grado di stabilire connessioni multidirezionali.

Roberta Vanali

Roberta Vanali, Omnia ad unum, Artribune 2012/07